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mercoledì 9 dicembre 2009

Vita con la Patata (quinta puntata)

Evoluzione della crisi (quinta puntata)

A distanza di qualche anno i ricordi poco piacevoli si affievoliscono e vengono offuscati dai ricordi più piacevoli. Così è accaduto anche per quel periodo di crisi: i ricordi mi appaiono come dei flash con una collocazione spaziotemporale confusa ma provo comunque a metterli in ordine. Per qualche settimana la Patata rifiutò del tutto di rivedermi perché l’incontrarci di persona le causava delle crisi di ansia e ci stava male, pur continuando a frequentarmi sporadicamente online perché non riusciva a fare a meno del suo feynman.

In quel periodo ci fu di grande aiuto una mia amica di Torino, conosciuta online, che avevo presentato (sempre online) anche alla Patata e che consolava alternativamente sia l’uno che l’altra. Grazie a lei mitigai la mia impazienza tipicamente maschile e cercai di non pressare troppo da vicino la Patata. Passate alcune settimane decise di rivedermi, anche se solo come amico, perché evidentemente il mio fascino lacustre l’aveva toccata al cuore e nemmeno l’ansia riusciva a separarla da me.


Ci rivedemmo quindi alcune volte e arrivammo così a giugno del 2001. Per il 24 giugno, San Giovanni, dalle mie parti festeggiano il santo con due o tre giorni di festa che culmina al sabato sera con uno spettacolo pirotecnico molto bello. I fuochi artificiali vengono sparati dall’Isola Comacina e dai paesi posti davanti ad essa si assiste a uno spettacolo di bellezza indimenticabile. Ne parlai alla Patata chiedendole se voleva venire a vedere questo spettacolo fermandosi qualche giorno a casa mia. Lei fu molto esitante ma infine accettò di venire accompagnata da una coppia di suoi cari amici; le avrebbero fatto da chaperon per difenderla dalle insidie del pericoloso feynman :-)

Passammo così un bel sabato, culminato con lo spettacolo dei fuochi d’artificio, e un’ottima domenica in gommone sul lago. La coppia di amici della Patata era molto simpatica, due persone squisite, e si divertirono un sacco anche loro. La domenica sera però ritornarono in auto a Modena, nonostante io avessi chiesto alla Patata di fermarsi qualche giorno. La bellezza del mio lago però aveva fatto centro: la Patata si fece coraggio e a luglio venne qualche giorno sul lago, come ha raccontato nel suo diario. Stavamo benissimo insieme ma purtroppo c’era sempre un blocco da parte sua e la situazione non evolveva con la rapidità che io avrei desiderato.

Qualche decina di giorni dopo la Patata mi invitò a sua volta nella casa che lei e i suoi genitori avevano in montagna a Pievepelago, sull’Appennino emiliano e naturalmente io accettai. Passammo anche lì qualche bella giornata facendo delle belle passeggiate in campagna, ma la situazione di crisi perdurava. La mia povera Patata era combattuta tra il desiderio di stare con me e la tensione che lo stare con me le provocava e a volte stava proprio male fisicamente. Insomma… furono delle belle giornate che però erano costellate anche da lacrime e alcune furono anche mie...

Dopo Pievepelago non ci vedemmo per un po’ ma avevamo deciso di passare una settimana di vacanza verso fine agosto a Porto San Giorgio, dove c’era un torneo di scacchi a cui avremmo partecipato entrambi.

Avrebbe fatto il miracolo Porto San Giorgio? Io lo speravo.

Dopo tre o quattro ore di viaggio in treno giungemmo infine a Porto San Giorgio e con un taxi arrivammo al nostro albergo, che era sito su una collinetta. La mia camera era una singola mentre quella della Patata era, per motivi ignoti, una camera doppia. Ci sistemammo quindi in albergo e ce ne andammo a nanna (ognuno nella sua camera). Il mattino ci sarebbero venuti a prendere in macchina una coppia di scacchisti amici della Patata e saremmo andati a confermare le iscrizioni al torneo.

Erano una coppia molto carina. Rossana aveva fatto parte con la Patata della nazionale femminile di scacchi ed era una vera assatanata degli scacchi. Paolo che giocava a livello di prima nazionale (livello discreto) era altrettanto assatanato. Avevano con loro una bella bimba di quasi due anni e per questo motivo solo Paolo avrebbe giocato al torneo. Il torneo consisteva in un’ordalia massacrante: 9 turni giornalieri di partite che potevano durare sino a 6 ore l’una.

Paolo e la Patata erano iscritti al livello superiore, io ero iscritto nel torneo dei non classificati. Sia la Patata che i nostri amici mi dissero che probabilmente avrei avuto vita facile nella mia categoria, visto che giocavo discretamente bene per quel livello. Io feci l’errore di credere alle loro parole e ingenuamente mi buttai nella mischia :-)

mercoledì 2 dicembre 2009

Vita con Feynman (quarta puntata)

Come continuò: FFSS (quarta puntata)

Così come Feynman anch’io viaggiavo in treno anche se avevo ormai la patente da più di vent’anni (sono una Patata patentata :o) Purtroppo però non mi piace viaggiare in macchina soprattutto lontano da casa. Adesso ormai mi sono abituata, perché da quando Feynman ed io ci siamo sposati abbiamo sempre viaggiato in macchina. Da sola del resto non potrei mai andare lontano da Modena, perché ho assolutamente bisogno di un navigatore, satellitare o terrestre che sia. Mi perdo persino a Modena figuriamoci tra Modena e il lago di Como! Rischierei di ritrovarmi a Caltanisetta che come voi saprete senz’altro è leggermente fuorimano.

Ebbene, un bel giorno di luglio sono partita alla volta del lago per festeggiare il compleanno del buon vecchio e caro Feynman. Sono partita alle 4 del pomeriggio e sono arrivata là soltanto alle 8 di sera! Ma non per colpa mia, bensì dei tempi d’attesa delle varie coincidenze.

Feynman era caduto dalle scale pochi giorni prima e aveva un lividone grosso come un melone. Ne era particolarmente orgoglioso e lo mostrava a tutti (eheheh scherzo).

Il giorno dopo il mio arrivo mi portò a fare una bella gita in gommone: una vera meraviglia! Dovete davvero visitare il lago di Como, è stupendo!!! Dal lago si vedono delle ville splendide circondate da parchi vellutati e con alberi centenari. E’ davvero uno spettacolo! Per non parlare poi delle montagne che circondano e proteggono il lago e che d’inverno si ammantano di neve. C’è un monte, San Primo, a forma di pandoro che quando nevica sembra abbia anche lo zucchero a velo! E poi la Grigna che sembra un libro aperto e la Grignetta con la stessa forma, ma più piccola.

Dopo aver girato un po’ per il lago ci siamo fermati per fare un tuffo e rinfrescarci. Entrare in acqua è stato niente: ci ho messo i miei 5 minuti buoni perché sono freddolosa, ma non è stato difficile. Il difficile è venuto quando ho deciso di uscire!!! Risalire su un gommone non è mica facile, perché il bordo si trova una quarantina di centimetri al di sopra del pelo dell’acqua e per issarsi fuori dall’acqua di così tanto ci vuole un fisico ben più atletico del mio!

Avevo provato prima a risalire dalla scaletta, ma la fetentona anziché restare verticale, s’infilava sotto il gommone e io mi ritrovavo inclinata all’indietro e non riuscivo a salire. Feynman essendo infortunato non poteva aiutarmi più di tanto e così ho rischiato di dovermi attaccare ad un maniglione per farmi trascinare a riva.

Fortunatamente nel gommone c’era un grande e largo materassino che poteva fungere da trampolino di lancio. Ma anche salire lì sopra è stata un’impresa, perché io ho le braccine corte e non arrivavo dall’altra parte del materassino.

Ma non tutto era perduto, perché per somma fortuna, nel gommone c’era anche un cuscino gonfiabile che veniva posto sul serbatoio del gommone e su cui si sedeva il timoniere.

A questo punto i fatti sono precipitati: sono abilmente salita sul cuscino, da lì mi sono lanciata sul materassino e una volta inginocchiatamici sopra, con l’aiuto di feynman, mi sono data una forte spinta che ha catapultato me a capofitto dentro al gommone e il materassino a cinquanta metri di distanza! Feynman mi dice che i fisici lo chiamano il principio di azione e reazione :o)

E’ stata una splendida giornata e siamo tornati a casa stanchi ma felici :o)

martedì 17 novembre 2009

Vita con la Patata (quarta puntata)

Come continuò: FFSS (quarta puntata)


La primavera 2001, la prima del millennio, mi vide viaggiare spesso nei fine settimana sulla tratta Como-Modena. Per motivi pseudoideologici non avevo mai fatto la patente e quindi il mezzo di trasporto erano i treni delle Ferrovie dello Stato. Partivo da Como il sabato pomeriggio appena finito di insegnare e arrivavo a Modena alle 17.00 o alle 18.00 a seconda dei ritardi e delle coincidenze. Quasi quattro ore di viaggio, ed era solo l’andata. Alla domenica ripartivo col Cisalpino (Eurostar) delle 17.36, arrivavo a Como alle 19.45 circa e a casa col pullman alle 21.00. Insomma, una bella fatica.


In questi weekend la Patata mi mostrava le meraviglie di Modena: il Duomo, il Municipio, l’Accademia, gnocchi e tigelle. Io apprezzavo naturalmente più la parte gastronomica che quella artistico-culturale come d’altra parte la Patata. I nostri fisici d’altronde lo stanno ad indicare chiaramente. Il sabato sera lo passavamo spesso a cena fuori e poi al cinema dove venni a conoscere un’usanza tipica degli indigeni modenesi.


I modenesi sono persone generalmente cortesi ed educate ma al cinema anche la persona più educata segue un rito particolare, che consiste nel seminare il pavimento del cinema di lattine di Coca Cola, bicchieri di carta, pezzi di pop-corn e roba analoga. Quando feci notare la cosa alla Patata lei borbottò che a Modena si fa così, che anche lei aveva sempre fatto così… Insomma, ci ho messo dei mesi per convincerla ad usare gli appositi contenitori. Ancora adesso, quando mi distraggo, cerca di buttare le cose per terra…


Primavera passò quindi tra lunghi viaggi in treno e romantiche passeggiate modenesi e nel frattempo tra me e la Patata il feeling aumentava sempre più. Come tutte le donne sanno, quando il feeling aumenta l’uomo pretende. Mi impegnai dunque in una corte serratissima, usando tutte le armi che avevo a disposizione. La mia naturale bellezza, l’incredibile intelligenza, la straripante simpatia non bastavano… niente riusciva a penetrare nelle difese che ogni donna ha a sua disposizione e che la Patata aveva affinato in lunghi anni di applicazione.


Non fraintendetemi: la Patata è sempre stata una donna solare, un sorriso bellissimo per tutti e un carattere incredibilmente buono, chi la conosce la adora. Ma aveva una terribile paura di impegnarsi sentimentalmente. Nonostante oggi affermi ogni due minuti che io sono adorabile e perfetto, allora mi voleva solo come amico e cercava di tenermi a distanza. Ci fu quindi un periodo di crisi.

martedì 27 ottobre 2009

Vita con la Patata (terza puntata)

Come continuò: chess and newsgroups (terza puntata)

Tra una partita a scacchi online e l’altra iniziai la Patata alla frequentazione di alcuni dei luoghi più pericolosi del Web; sto parlando di Usenet ovverossia il mondo dei newsgroups. Un newsgroup (o gruppo di discussione) assomiglia un po’ a un forum, è una specie di bacheca elettronica dove si discute degli argomenti più disparati.

La differenza essenziale è che mentre un forum è di solito supportato da un solo server e vi si accede via Web, i newsgroups sono supportati da molti server e vi si può accedere non soltanto via Web ma anche usando il proprio programma di posta elettronica (ad esempio Outlook Express) dopo averlo configurato a dovere. Si può comunque accedere anche via Web ad esempio da Google: http://www.google.it/grphp?hl=it&tab=wg

Le discussioni sui ng non moderati possono essere a volte molto accese; i partecipanti dovrebbero osservare le regole della netiquette, ma non tutti lo fanno. Data la mia formazione scientifica ero solito frequentare ng come it.scienza.fisica e it.scienza, ma frequentavo (e frequento) anche posti più litigiosi. Le discussioni accese di solito avvengono tra persone con impostazione scientifica (in breve: scettici) e persone con strane idee del tipo che la Terra sia piatta, che gli americani non siano andati sulla Luna nel ’69, che gli ET siano già tra di noi etc. etc. (in breve: credulones).

Gli scettici svolgono una lodevole operazione di controllo rispetto alle innumerevoli scempiaggini che i credulones o qualche furbo che cerca tra di loro polli da spennare divulgano nei newsgroups. Lascio immaginare a voi in quale categoria io sia collocato.

Insomma, portai la Patata in questo magico mondo e debbo dire che si divertì molto a leggere le epiche lotte che conducevo sui ng a favore della scienza. Fu in quel periodo (febbraio 2001) che organizzammo a Bologna la prima pizzata del gruppo di scettici conosciuti online. Io venni in treno fino a Modena, ospite della Patata, il pomeriggio di sabato (la mattina lavoravo) e mi fermai a dormire da lei. Non mettetevi strane idee in testa però: nonostante le promesse mirabolanti che mi erano state fatte, dormii solo soletto in una stanzuccia carina :o)

La domenica mattina in treno insieme a Bologna ove ci ritrovammo con gli altri scettici del gruppo e passammo un’allegra giornata ricordando le più ridicole discussioni che c’erano state sui ng e sparlando dei personaggi più folli. Nel pomeriggio dovemmo scappare abbastanza presto, io avevo da fare un lungo viaggio in treno da Bologna a Como, per proseguire poi in pullman (allora non guidavo) fino al mio paesino. Fu il secondo dei miei molti viaggi treno-pullman tra il lago di Como e Modena. Cosa non si fa per le donne…. :o)

venerdì 23 ottobre 2009

Vita con Feynman (seconda puntata)

Come continuò: chess (seconda puntata)

Appena conosciuto mi è subito scapputo….acc!@!# malediz # sgrunt! Se n’e andato in pellegrinaggio (tzè) ad Assisi con una sua “amica” (pfui!)

Uffa appena ne conosco uno interessante subito se ne va via. Beh però è tornato dopo pochi giorni e abbiamo subito ripreso le nostre lunghe chattate notturne
Non dovete pensare che parlassimo solo di matematica, anzi per lo più scherzavamo e dicevamo sciocchezze (più o meno come a scuola :o)
Non c’è voluto molto tempo per capire che eravamo cul e pataia e dato che Dio li fa e poi li accoppia, quando non li accoppa, abbiamo finito per sposarci. Ma ho corso un po’ troppo: sono sempre stata molto sintetica…dev’essere un difetto/pregio dei chimici.

Parlando dei nostri rispettivi hobbies e interessi non ho potuto fare a meno di citare gli scacchi che mi avevano presa come una droga per anni. E così lui mi ha detto che giocava quand’era ragazzo e io gli ho proposto di fare una partita sul mio sito preferito (www.chessclub.com). Naturalmente mi sono ben guardata dal dirgli che avevo fatto fior di tornei (e qualcuno l’avevo pure vinto) un po’ per modestia e un po’ perché preferivo fargli una “bella” sorpresa.

E così gli ho detto che ero una pollastrona, cosa non molto lontana dal vero a dirla tutta. Abbiamo incrociato i pezzi e l’ho massacrato. Non credeva ai suoi occhi! E allora ne abbiamo fatta un’altra e l’ho distrutto di nuovo ..e poi ancora e ancora e ancora…Insomma non c’era proprio storia! Alla fine mi è toccato confessargli il mio passato di scacchista assatanata (ormai non l’ero più da un paio d’anni); e facendo un po’ di ricerca con Google è persino riuscito a scoprire il mio nome. Oramai non potevo più nascondermi!!!

Non che ne avessi l’intenzione in effetti ;o) E insomma l’orgoglioso Fey s’è messo a studiare e a giocare via internet tutte le sere ed ora mi dà spesso la paga nelle partite lampo. Soprattutto se non c’è nulla in palio, perché quando c’è qualcosa esce fuori la mia carica agonistica che ha fatto polpette di ben più forti avversari…e allora non ce n’è per nessuno :o)

Ad agosto 2001 siamo andati insieme a Porto S.Giorgio per partecipare ad un bellissimo torneo che gli è costato una fatica immane poverino: quasi 6 ore di gioco ininterrotto tutti i giorni! Però ha avuto le sue belle soddisfazioni: ha conquistato un premio e soprattutto ha conquistato me :o)

mercoledì 21 ottobre 2009

Vita con la Patata (seconda puntata)

Come continuò (seconda puntata)

I fatti di cui ho parlato nel prologo si sono consumati alla fine del Millennio scorso, la Patata infatti mi contattò via ICQ esattamente il 29/12/2000 (naturalmente siete al corrente del fatto che nel calendario gregoriano l’anno zero non esiste).
Il giorno dopo partii alla volta di Assisi accompagnando una mia amica in crisi per una vacanza rigeneratrice in luoghi particolarmente adatti allo spirito. Il risultato fu che la mia amica si rigenerò e a me venne un po’ di malinconia da fine millennio. Ad ogni modo ebbi alcuni giorni di tregua dalle aggressioni “patatesche” :-)

Tornato al paesino ed entrato finalmente nel nuovo Millennio, questo mi sembrava esattamente identico a quello passato. Ingenuo ragazzo. Nelle sere successive chatandplay mi ribeccò online su ICQ e ci mettemmo a chattare fino a orari sempre più assurdi (complici le vacanze di Natale che ci permettevano di fare quegli orari). Come mi abbia accalappiato con la congettura di Collatz ve lo ha già raccontato lei, io aggiungo solo che da allora questa congettura è diventata un ulteriore strumento di tortura che uso con i miei studenti allo scopo di instillare nei loro cuori un po’ di interesse per i numeri.

Feynman, Collatz, Escher (conoscerete il grande Escher spero per voi)… le conversazioni via ICQ diventarono per noi un appuntamento quotidiano che ci intrigava sempre più. Frammezzati ai discorsi “scientifici” ci stavano naturalmente i discorsi “filosofici” sui grandi temi universali coniugati con le nostre storie personali. In breve tempo scoprimmo di essere anime gemelle (anche se io ho seri dubbi sull’esistenza di quel che comunemente si intende per anima).

Tra una chat e l’altra chatandplay mi iniziò ai segreti degli scacchi online, facendomi scaricare un software che permetteva di giocare online a scacchi su uno dei migliori siti del mondo per tale gioco. Io avevo imparato a giocare decentemente a scacchi verso i 13/14 anni, all’epoca della grande sfida tra il campione del mondo sovietico Boris Spassky e lo sfidante americano Bobby Fischer (era il lontano 1972). I giornali riportavano le mosse delle partite e io le riproducevo sulla mia scacchiera pur senza capirne molto. Fortunatamente mia sorella mi regalò un libricino (scritto da un ex campione del Rischiatutto , tale Cillo) e potei così imparare qualcosina di più.

Non mi sono mai applicato molto nello studio degli scacchi, ma un buon intuito e una certa fantasia mi hanno sempre permesso di cavarmela bene giocando contro dei dilettanti come me. Cominciai quindi fiducioso a fare qualche partita online e surprise… Nonostante mi avesse detto che giocava come un pollo (o forse una gallina), la Patata mi batté quasi sempre. Insomma, era un vero scandalo. Non avevo mai trovato nessuno che mi battesse a scacchi tra i dilettanti come me e ora chatandplay mi surclassava come se nulla fosse…
La sottoposi dunque a un terzo grado finche non riuscii a farle confessare la verità: la ragazza, lungi dall’essere un pollo, aveva vinto più volte il titolo italiano femminile di scacchi. La mia autostima risalì alle stelle, ma il mio orgoglio mi impose di migliorare nel gioco degli scacchi al fine di poter battere qualche volta la mia pollastra. Non sarò un mostro di intelligenza ma sono un tipo ostinato, dovevo farcela…

domenica 18 ottobre 2009

Vita con Feynman (prima puntata)

Prologo: Tutto iniziò con Internet

Modena, 29 dicembre 2000

Il Feynman di cui parlo non è l’originale scienziato pazzo e scatenato, ma uno ancora più pazzo e scatenato che, a causa di tale follia, è diventato mio marito.

Sarà banale dirlo visto che oggi succede la stessa cosa a chiunque, ma tutto iniziò con Internet. Era una notte buia e tempestosa (lo so, non dovrei plagiare Feynman che plagia Snoopy), io navigavo tranquillamente nel mare di internet alla ricerca della mia anima gemella, quando dopo l’ennesimo infruttuoso tentativo di trovare una persona almeno un minimo interessante, incappo nel nick Feynman e drizzo subito le orecchie.

Debbo dire che a me la fisica non è mai piaciuta però Mr. Feynman mi era diventato proprio simpatico dopo aver letto i suoi libri autobiografici. Avevo pure visto il suo posto-macchina riservato nel parcheggio dell’università di Berkley (o Princeton, UCLA, Caltech?) Non ricordo esattamente… insomma una di quelle università lì. Mia sorella e due suoi compagni di università, tutti fisici naturalmente, se ne stavano lì in adorazione di questo fazzoletto di asfalto con scritto il suo nome (i fisici non sono mica a posto ;o) Vabbè insomma tutto questo per dire che per me Feynman non era un nome qualunque.

Decido quindi di contattarlo e gli mando questo messaggio: “Ciao sono Alessandra da Modena ho 39 anni”. Lui molto gentilmente mi risponde: “Cosa vuoi?” Io ben lontana dallo scoraggiarmi per questa risposta così scorbutica, ridacchio tra me e me e mi dico: “Mo’ lo spiazzo”. E così gli rispondo: “Ma ti chiami Feynman come il famoso fisico”? Ed ora è lui a drizzare le orecchie :o)

Colpito e affondato…cioè no, l’ho affondato qualche giorno dopo tirando fuori il Collatz dal cappello. No, Collatz non è una parolaccia in polacco o cecoslovacco come state pensando voi maliziosi! La congettura di Collatz è un simpatico algoritmo applicabile ad ogni numero intero, che dopo una serie di semplici passaggi pare portare sempre al numero 1
( http://utenti.quipo.it/base5/numeri/collaz.htm )

Dato che Feynman non è l’unico schizzato c’è voluto poco per passare dai primi convenevoli a parlare di matematica e io gli ho proposto questo “problemino” chiedendogli di dimostrarlo. Lui poverino per far colpo sulla pollastrella ci si è messo di buzzo buono per un paio d’ore (io gli avevo detto che avevo visto la dimostrazione da qualche parte su internet, ma non ricordavo dove). Poi preso dallo sconforto ha fatto una breve ricerca ed ha scoperto che non solo non è ancora stato dimostrato, ma tuttora vengono fatti fior di congressi sull’argomento nella speranza che prima o poi salti fuori una dimostrazione :o)

E così la Patata ha colpito per la prima volta. Povero feynman gliene combino sempre di tutti i colori, peggio delle sue studentesse! Ma lui anche con me ha una pazienza infinita... per fortuna!

Insomma finalmente avevo trovato qualcuno che non mi considerava strana perché mi “eccito” come un fotone coi giochi matematici, mi piacciono i quadri di Escher (di cui ho fatto 7 o 8 puzzles) e la scienza in generale. In compenso mi considera strana per molte altre cose che però, devo ammettere, neppure gli altri trovano tanto normali :o) Oh insomma, nessuno siam perfetti: ognuno c’abbiamo i suoi difetti …come cantava Mingardi.

E a proposito di canzoni abbiamo cominciato a farci la serenata inviandoci canzoni via ICQ: sembra ben poco romantico, ma invece lo è moltissimo. Io gli “cantavo” delle struggenti canzoni d’amore interpretate da Ella Fitzgerald e lui mi “cantava” le divertentissime canzoni di Davide Van de Sfroos un artista laghèe come lui (un laghèe è un tipico indigeno del lago di Como).

Tra una battuta e l’altra le ore trascorrevano veloci e diventavano sempre più piccole. La mattina mi addormentavo in classe tra i sorrisetti maliziosi dei miei studenti.

Grazie a Dio, dopo un anno e mezzo di matrimonio siamo ancora qui che ridiamo come due ragazzini l’uno sulle “disgrazie” dell’altro (e tutti e due sulle disgrazie comuni) e contiamo di farlo per almeno altri 48 anni e mezzo. Raggiunti i 50 anni di matrimonio mio marito ha detto che mi farà il tagliando e vedrà se rinnovare il contratto ulteriormente o se rottamarmi. Speràmm al bèin!

sabato 17 ottobre 2009

Vita con la Patata (prima puntata)

Modena, 29 dicembre 2000

Prologo: Tutto iniziò con Internet

La Patata di cui parlo non è un tubero bensì una persona fantastica che, fortunatamente per me e per lei, è diventata mia moglie. Sarà banale dirlo visto che oggi succede la stessa cosa a chiunque, ma tutto iniziò con Internet.

Era una notte buia e tempestosa (lo so, non dovrei plagiare Snoopy così), io me ne stavo tranquillo al mio paesino natio (600 anime, comprese le galline) posto su un ramo del lago di Como… no, non QUEL ramo ma l’altro… il migliore.

In quella notte buia e tempestosa gironzolavo stancamente in Internet utilizzando il mio potentissimo Pentium 100 Megahertz, connessione ultraveloce (a 56 K) e sistema operativo Windows 95 first edition. Internet era la mia finestra sul mondo poiché ero (e sono) di una timidezza quasi esagerata, ma avevo scoperto che la comunicazione telematica mi permetteva di superare questo problema. Già da alcuni anni infatti avevo fatto conoscenze e amicizie tramite la rete però ciò che iniziò a succedere quella sera fu un evento molto speciale e cambiò la vita di tante persone… be’ insomma: perlomeno la mia, quella della patata e quella dei miei innumerevoli fratelli, sorelle, nipoti e pronipoti…

Insomma, facciamola breve.
Ero lì che mi facevo i fatti miei ed ecco che su ICQ mi arriva un messaggio; si tratta di un utente sconosciuto col nickname improbabile di “chatandplay” e il messaggio recita più o meno “ciao, sono Alessandra da Modena, 39 anni cosa stai facendo?”

Da qualche giorno delle improbabili bellezze brasiliane mi contattavano su ICQ, per scopi che ben potete immaginare, senza che io capissi come facevano a trovarmi e la cosa cominciava a seccarmi, per cui risposi qualcosa del tipo “fatti miei… che vuoi?”. Una persona normale a quel punto si sarebbe scoraggiata e avrebbe contattato qualcuno di meno scorbutico, ma la patata no… lei non è mica normale e quando punta qualcuno o qualcosa nulla la può scoraggiare.

Per rifarla breve… chatandplay mi spiegò che mi aveva contattato in una sua ricerca un po’ casuale di uomini in età da matrimonio (be’, lei non usò esattamente queste parole) interessati a materie scientifiche e che io corrispondevo a quel profilo. Già, ma perché proprio io tra tanti?

La causa era il mio nickname in ICQ. Ma cosa aveva di speciale? Non vi spaventate, però ora entra in ballo la Scienza e quella davvero hard … ma senza luci rosse. La patata infatti è laureata in Chimica e appassionata di matematica e di scienza, io in Fisica e con le stesse passioni. Il nickname che uso su ICQ e che l’aveva colpita tanto è feynman.

Non sapete cosa c’entri feynman con la matematica, la fisica o la chimica? Vergogna!
Richard P. Feynman, premio Nobel per la Fisica, fisico teorico eccelso e persona di grandissima originalità è stato uno dei più grandi geni del XX secolo e scusate se è poco. Chatandplay aveva letteralmente divorato i libri autobiografici di Feynman e si era praticamente innamorata di lui, come d’altra parte era successo a me e a quasi tutti coloro che leggono tali libri. Siccome però non potevamo entrambi sposare Feynman (anche perché Richard era morto anni prima) dovemmo accontentarci e alla fine ci sposammo noi due.

Da buon ateo-agnostico so che non dovrei credere a certe cose eppure sono certo che Feynman in qualche modo ci ha visti dal Paradiso dei Fisici Quantistici e si è fatto un sacco di risate vedendo come è iniziata la nostra storia… e ride ancor di più vedendo come prosegue.

Scritto da feynman (mio marito, non quello vero!)