Anch'io ho il calzino turchese!
domenica 18 ottobre 2009
Vita con Feynman (prima puntata)
Prologo: Tutto iniziò con Internet
Modena, 29 dicembre 2000
Il Feynman di cui parlo non è l’originale scienziato pazzo e scatenato, ma uno ancora più pazzo e scatenato che, a causa di tale follia, è diventato mio marito.
Sarà banale dirlo visto che oggi succede la stessa cosa a chiunque, ma tutto iniziò con Internet. Era una notte buia e tempestosa (lo so, non dovrei plagiare Feynman che plagia Snoopy), io navigavo tranquillamente nel mare di internet alla ricerca della mia anima gemella, quando dopo l’ennesimo infruttuoso tentativo di trovare una persona almeno un minimo interessante, incappo nel nick Feynman e drizzo subito le orecchie.
Debbo dire che a me la fisica non è mai piaciuta però Mr. Feynman mi era diventato proprio simpatico dopo aver letto i suoi libri autobiografici. Avevo pure visto il suo posto-macchina riservato nel parcheggio dell’università di Berkley (o Princeton, UCLA, Caltech?) Non ricordo esattamente… insomma una di quelle università lì. Mia sorella e due suoi compagni di università, tutti fisici naturalmente, se ne stavano lì in adorazione di questo fazzoletto di asfalto con scritto il suo nome (i fisici non sono mica a posto ;o) Vabbè insomma tutto questo per dire che per me Feynman non era un nome qualunque.
Decido quindi di contattarlo e gli mando questo messaggio: “Ciao sono Alessandra da Modena ho 39 anni”. Lui molto gentilmente mi risponde: “Cosa vuoi?” Io ben lontana dallo scoraggiarmi per questa risposta così scorbutica, ridacchio tra me e me e mi dico: “Mo’ lo spiazzo”. E così gli rispondo: “Ma ti chiami Feynman come il famoso fisico”? Ed ora è lui a drizzare le orecchie :o)
Colpito e affondato…cioè no, l’ho affondato qualche giorno dopo tirando fuori il Collatz dal cappello. No, Collatz non è una parolaccia in polacco o cecoslovacco come state pensando voi maliziosi! La congettura di Collatz è un simpatico algoritmo applicabile ad ogni numero intero, che dopo una serie di semplici passaggi pare portare sempre al numero 1
( http://utenti.quipo.it/base5/numeri/collaz.htm )
Dato che Feynman non è l’unico schizzato c’è voluto poco per passare dai primi convenevoli a parlare di matematica e io gli ho proposto questo “problemino” chiedendogli di dimostrarlo. Lui poverino per far colpo sulla pollastrella ci si è messo di buzzo buono per un paio d’ore (io gli avevo detto che avevo visto la dimostrazione da qualche parte su internet, ma non ricordavo dove). Poi preso dallo sconforto ha fatto una breve ricerca ed ha scoperto che non solo non è ancora stato dimostrato, ma tuttora vengono fatti fior di congressi sull’argomento nella speranza che prima o poi salti fuori una dimostrazione :o)
E così la Patata ha colpito per la prima volta. Povero feynman gliene combino sempre di tutti i colori, peggio delle sue studentesse! Ma lui anche con me ha una pazienza infinita... per fortuna!
Insomma finalmente avevo trovato qualcuno che non mi considerava strana perché mi “eccito” come un fotone coi giochi matematici, mi piacciono i quadri di Escher (di cui ho fatto 7 o 8 puzzles) e la scienza in generale. In compenso mi considera strana per molte altre cose che però, devo ammettere, neppure gli altri trovano tanto normali :o) Oh insomma, nessuno siam perfetti: ognuno c’abbiamo i suoi difetti …come cantava Mingardi.
E a proposito di canzoni abbiamo cominciato a farci la serenata inviandoci canzoni via ICQ: sembra ben poco romantico, ma invece lo è moltissimo. Io gli “cantavo” delle struggenti canzoni d’amore interpretate da Ella Fitzgerald e lui mi “cantava” le divertentissime canzoni di Davide Van de Sfroos un artista laghèe come lui (un laghèe è un tipico indigeno del lago di Como).
Tra una battuta e l’altra le ore trascorrevano veloci e diventavano sempre più piccole. La mattina mi addormentavo in classe tra i sorrisetti maliziosi dei miei studenti.
Grazie a Dio, dopo un anno e mezzo di matrimonio siamo ancora qui che ridiamo come due ragazzini l’uno sulle “disgrazie” dell’altro (e tutti e due sulle disgrazie comuni) e contiamo di farlo per almeno altri 48 anni e mezzo. Raggiunti i 50 anni di matrimonio mio marito ha detto che mi farà il tagliando e vedrà se rinnovare il contratto ulteriormente o se rottamarmi. Speràmm al bèin!
Modena, 29 dicembre 2000
Il Feynman di cui parlo non è l’originale scienziato pazzo e scatenato, ma uno ancora più pazzo e scatenato che, a causa di tale follia, è diventato mio marito.
Sarà banale dirlo visto che oggi succede la stessa cosa a chiunque, ma tutto iniziò con Internet. Era una notte buia e tempestosa (lo so, non dovrei plagiare Feynman che plagia Snoopy), io navigavo tranquillamente nel mare di internet alla ricerca della mia anima gemella, quando dopo l’ennesimo infruttuoso tentativo di trovare una persona almeno un minimo interessante, incappo nel nick Feynman e drizzo subito le orecchie.
Debbo dire che a me la fisica non è mai piaciuta però Mr. Feynman mi era diventato proprio simpatico dopo aver letto i suoi libri autobiografici. Avevo pure visto il suo posto-macchina riservato nel parcheggio dell’università di Berkley (o Princeton, UCLA, Caltech?) Non ricordo esattamente… insomma una di quelle università lì. Mia sorella e due suoi compagni di università, tutti fisici naturalmente, se ne stavano lì in adorazione di questo fazzoletto di asfalto con scritto il suo nome (i fisici non sono mica a posto ;o) Vabbè insomma tutto questo per dire che per me Feynman non era un nome qualunque.
Decido quindi di contattarlo e gli mando questo messaggio: “Ciao sono Alessandra da Modena ho 39 anni”. Lui molto gentilmente mi risponde: “Cosa vuoi?” Io ben lontana dallo scoraggiarmi per questa risposta così scorbutica, ridacchio tra me e me e mi dico: “Mo’ lo spiazzo”. E così gli rispondo: “Ma ti chiami Feynman come il famoso fisico”? Ed ora è lui a drizzare le orecchie :o)
Colpito e affondato…cioè no, l’ho affondato qualche giorno dopo tirando fuori il Collatz dal cappello. No, Collatz non è una parolaccia in polacco o cecoslovacco come state pensando voi maliziosi! La congettura di Collatz è un simpatico algoritmo applicabile ad ogni numero intero, che dopo una serie di semplici passaggi pare portare sempre al numero 1
( http://utenti.quipo.it/base5/numeri/collaz.htm )
Dato che Feynman non è l’unico schizzato c’è voluto poco per passare dai primi convenevoli a parlare di matematica e io gli ho proposto questo “problemino” chiedendogli di dimostrarlo. Lui poverino per far colpo sulla pollastrella ci si è messo di buzzo buono per un paio d’ore (io gli avevo detto che avevo visto la dimostrazione da qualche parte su internet, ma non ricordavo dove). Poi preso dallo sconforto ha fatto una breve ricerca ed ha scoperto che non solo non è ancora stato dimostrato, ma tuttora vengono fatti fior di congressi sull’argomento nella speranza che prima o poi salti fuori una dimostrazione :o)
E così la Patata ha colpito per la prima volta. Povero feynman gliene combino sempre di tutti i colori, peggio delle sue studentesse! Ma lui anche con me ha una pazienza infinita... per fortuna!
Insomma finalmente avevo trovato qualcuno che non mi considerava strana perché mi “eccito” come un fotone coi giochi matematici, mi piacciono i quadri di Escher (di cui ho fatto 7 o 8 puzzles) e la scienza in generale. In compenso mi considera strana per molte altre cose che però, devo ammettere, neppure gli altri trovano tanto normali :o) Oh insomma, nessuno siam perfetti: ognuno c’abbiamo i suoi difetti …come cantava Mingardi.
E a proposito di canzoni abbiamo cominciato a farci la serenata inviandoci canzoni via ICQ: sembra ben poco romantico, ma invece lo è moltissimo. Io gli “cantavo” delle struggenti canzoni d’amore interpretate da Ella Fitzgerald e lui mi “cantava” le divertentissime canzoni di Davide Van de Sfroos un artista laghèe come lui (un laghèe è un tipico indigeno del lago di Como).
Tra una battuta e l’altra le ore trascorrevano veloci e diventavano sempre più piccole. La mattina mi addormentavo in classe tra i sorrisetti maliziosi dei miei studenti.
Grazie a Dio, dopo un anno e mezzo di matrimonio siamo ancora qui che ridiamo come due ragazzini l’uno sulle “disgrazie” dell’altro (e tutti e due sulle disgrazie comuni) e contiamo di farlo per almeno altri 48 anni e mezzo. Raggiunti i 50 anni di matrimonio mio marito ha detto che mi farà il tagliando e vedrà se rinnovare il contratto ulteriormente o se rottamarmi. Speràmm al bèin!
sabato 17 ottobre 2009
Vita con la Patata (prima puntata)
Modena, 29 dicembre 2000
Prologo: Tutto iniziò con Internet
La Patata di cui parlo non è un tubero bensì una persona fantastica che, fortunatamente per me e per lei, è diventata mia moglie. Sarà banale dirlo visto che oggi succede la stessa cosa a chiunque, ma tutto iniziò con Internet.
Era una notte buia e tempestosa (lo so, non dovrei plagiare Snoopy così), io me ne stavo tranquillo al mio paesino natio (600 anime, comprese le galline) posto su un ramo del lago di Como… no, non QUEL ramo ma l’altro… il migliore.
In quella notte buia e tempestosa gironzolavo stancamente in Internet utilizzando il mio potentissimo Pentium 100 Megahertz, connessione ultraveloce (a 56 K) e sistema operativo Windows 95 first edition. Internet era la mia finestra sul mondo poiché ero (e sono) di una timidezza quasi esagerata, ma avevo scoperto che la comunicazione telematica mi permetteva di superare questo problema. Già da alcuni anni infatti avevo fatto conoscenze e amicizie tramite la rete però ciò che iniziò a succedere quella sera fu un evento molto speciale e cambiò la vita di tante persone… be’ insomma: perlomeno la mia, quella della patata e quella dei miei innumerevoli fratelli, sorelle, nipoti e pronipoti…
Insomma, facciamola breve.
Ero lì che mi facevo i fatti miei ed ecco che su ICQ mi arriva un messaggio; si tratta di un utente sconosciuto col nickname improbabile di “chatandplay” e il messaggio recita più o meno “ciao, sono Alessandra da Modena, 39 anni cosa stai facendo?”
Da qualche giorno delle improbabili bellezze brasiliane mi contattavano su ICQ, per scopi che ben potete immaginare, senza che io capissi come facevano a trovarmi e la cosa cominciava a seccarmi, per cui risposi qualcosa del tipo “fatti miei… che vuoi?”. Una persona normale a quel punto si sarebbe scoraggiata e avrebbe contattato qualcuno di meno scorbutico, ma la patata no… lei non è mica normale e quando punta qualcuno o qualcosa nulla la può scoraggiare.
Per rifarla breve… chatandplay mi spiegò che mi aveva contattato in una sua ricerca un po’ casuale di uomini in età da matrimonio (be’, lei non usò esattamente queste parole) interessati a materie scientifiche e che io corrispondevo a quel profilo. Già, ma perché proprio io tra tanti?
La causa era il mio nickname in ICQ. Ma cosa aveva di speciale? Non vi spaventate, però ora entra in ballo la Scienza e quella davvero hard … ma senza luci rosse. La patata infatti è laureata in Chimica e appassionata di matematica e di scienza, io in Fisica e con le stesse passioni. Il nickname che uso su ICQ e che l’aveva colpita tanto è feynman.
Non sapete cosa c’entri feynman con la matematica, la fisica o la chimica? Vergogna!
Richard P. Feynman, premio Nobel per la Fisica, fisico teorico eccelso e persona di grandissima originalità è stato uno dei più grandi geni del XX secolo e scusate se è poco. Chatandplay aveva letteralmente divorato i libri autobiografici di Feynman e si era praticamente innamorata di lui, come d’altra parte era successo a me e a quasi tutti coloro che leggono tali libri. Siccome però non potevamo entrambi sposare Feynman (anche perché Richard era morto anni prima) dovemmo accontentarci e alla fine ci sposammo noi due.
Da buon ateo-agnostico so che non dovrei credere a certe cose eppure sono certo che Feynman in qualche modo ci ha visti dal Paradiso dei Fisici Quantistici e si è fatto un sacco di risate vedendo come è iniziata la nostra storia… e ride ancor di più vedendo come prosegue.
Scritto da feynman (mio marito, non quello vero!)
Prologo: Tutto iniziò con Internet
La Patata di cui parlo non è un tubero bensì una persona fantastica che, fortunatamente per me e per lei, è diventata mia moglie. Sarà banale dirlo visto che oggi succede la stessa cosa a chiunque, ma tutto iniziò con Internet.
Era una notte buia e tempestosa (lo so, non dovrei plagiare Snoopy così), io me ne stavo tranquillo al mio paesino natio (600 anime, comprese le galline) posto su un ramo del lago di Como… no, non QUEL ramo ma l’altro… il migliore.
In quella notte buia e tempestosa gironzolavo stancamente in Internet utilizzando il mio potentissimo Pentium 100 Megahertz, connessione ultraveloce (a 56 K) e sistema operativo Windows 95 first edition. Internet era la mia finestra sul mondo poiché ero (e sono) di una timidezza quasi esagerata, ma avevo scoperto che la comunicazione telematica mi permetteva di superare questo problema. Già da alcuni anni infatti avevo fatto conoscenze e amicizie tramite la rete però ciò che iniziò a succedere quella sera fu un evento molto speciale e cambiò la vita di tante persone… be’ insomma: perlomeno la mia, quella della patata e quella dei miei innumerevoli fratelli, sorelle, nipoti e pronipoti…
Insomma, facciamola breve.
Ero lì che mi facevo i fatti miei ed ecco che su ICQ mi arriva un messaggio; si tratta di un utente sconosciuto col nickname improbabile di “chatandplay” e il messaggio recita più o meno “ciao, sono Alessandra da Modena, 39 anni cosa stai facendo?”
Da qualche giorno delle improbabili bellezze brasiliane mi contattavano su ICQ, per scopi che ben potete immaginare, senza che io capissi come facevano a trovarmi e la cosa cominciava a seccarmi, per cui risposi qualcosa del tipo “fatti miei… che vuoi?”. Una persona normale a quel punto si sarebbe scoraggiata e avrebbe contattato qualcuno di meno scorbutico, ma la patata no… lei non è mica normale e quando punta qualcuno o qualcosa nulla la può scoraggiare.
Per rifarla breve… chatandplay mi spiegò che mi aveva contattato in una sua ricerca un po’ casuale di uomini in età da matrimonio (be’, lei non usò esattamente queste parole) interessati a materie scientifiche e che io corrispondevo a quel profilo. Già, ma perché proprio io tra tanti?
La causa era il mio nickname in ICQ. Ma cosa aveva di speciale? Non vi spaventate, però ora entra in ballo la Scienza e quella davvero hard … ma senza luci rosse. La patata infatti è laureata in Chimica e appassionata di matematica e di scienza, io in Fisica e con le stesse passioni. Il nickname che uso su ICQ e che l’aveva colpita tanto è feynman.
Non sapete cosa c’entri feynman con la matematica, la fisica o la chimica? Vergogna!
Richard P. Feynman, premio Nobel per la Fisica, fisico teorico eccelso e persona di grandissima originalità è stato uno dei più grandi geni del XX secolo e scusate se è poco. Chatandplay aveva letteralmente divorato i libri autobiografici di Feynman e si era praticamente innamorata di lui, come d’altra parte era successo a me e a quasi tutti coloro che leggono tali libri. Siccome però non potevamo entrambi sposare Feynman (anche perché Richard era morto anni prima) dovemmo accontentarci e alla fine ci sposammo noi due.
Da buon ateo-agnostico so che non dovrei credere a certe cose eppure sono certo che Feynman in qualche modo ci ha visti dal Paradiso dei Fisici Quantistici e si è fatto un sacco di risate vedendo come è iniziata la nostra storia… e ride ancor di più vedendo come prosegue.
Scritto da feynman (mio marito, non quello vero!)
sabato 10 ottobre 2009
Nobel per la Pace ad Obama
Che dire, sorprendente! In effetti, chi se lo sarebbe aspettato dopo pochi mesi di presidenza durante i quali non ha avuto ancora modo di realizzare grandi cose?
Debbo però dire che sono assolutamente d'accordo con le motivazioni che hanno portato all'assegnazione del premio ad Obama, sia per la grande ventata di speranza in un mondo migliore e più giusto suscitata dai discorsi di Obama, sia perché spero che il Nobel lo sproni a realizzare ciò che ha promesso non solo al popolo americano, ma ai popoli di tutto il mondo.
Per la prima volta nella mia vita un politico mi ha fatto sognare. Mi è sempre dispiaciuto essermi persa il momento storico di gente come J.F.Kennedy il fratello Bob o Martin Luther King o anche il '68. Ora sento di essere alla soglia di un altro momento storico ancora più importante. Spero tanto che Obama non tradisca le aspettative mie e di tanta altra gente che crede in lui e nei suoi bei discorsi. Ora i fatti devono seguire alle parole.
Sul fronte interno sta combattendo una grossa e sacrosanta battaglia per la sanità. Trovo vergognoso e assurdo che un paese che dovrebbe essere tra i più civili al mondo, non garantisca cure mediche gratuite per tutti. Persino noi, che non siamo certo ricchi come gli Stati Uniti, abbiamo una sanità pubblica che, seppure tra mille critiche e problemi, funziona bene e garantisce le cure anche ai più poveri.
Io credo che il grado di civiltà di un paese si misuri sulla base di come si occupa dei soggetti più deboli. Abbandonare i deboli al loro destino è il massimo dell'inciviltà.
Sul fronte esterno non ha ancora fatto grossi cambiamenti e tanto meno miracoli, ma è ancora presto e si può continuare a sperare fiduciosi :o)
Debbo però dire che sono assolutamente d'accordo con le motivazioni che hanno portato all'assegnazione del premio ad Obama, sia per la grande ventata di speranza in un mondo migliore e più giusto suscitata dai discorsi di Obama, sia perché spero che il Nobel lo sproni a realizzare ciò che ha promesso non solo al popolo americano, ma ai popoli di tutto il mondo.
Per la prima volta nella mia vita un politico mi ha fatto sognare. Mi è sempre dispiaciuto essermi persa il momento storico di gente come J.F.Kennedy il fratello Bob o Martin Luther King o anche il '68. Ora sento di essere alla soglia di un altro momento storico ancora più importante. Spero tanto che Obama non tradisca le aspettative mie e di tanta altra gente che crede in lui e nei suoi bei discorsi. Ora i fatti devono seguire alle parole.
Sul fronte interno sta combattendo una grossa e sacrosanta battaglia per la sanità. Trovo vergognoso e assurdo che un paese che dovrebbe essere tra i più civili al mondo, non garantisca cure mediche gratuite per tutti. Persino noi, che non siamo certo ricchi come gli Stati Uniti, abbiamo una sanità pubblica che, seppure tra mille critiche e problemi, funziona bene e garantisce le cure anche ai più poveri.
Io credo che il grado di civiltà di un paese si misuri sulla base di come si occupa dei soggetti più deboli. Abbandonare i deboli al loro destino è il massimo dell'inciviltà.
Sul fronte esterno non ha ancora fatto grossi cambiamenti e tanto meno miracoli, ma è ancora presto e si può continuare a sperare fiduciosi :o)
sabato 3 ottobre 2009
Scacchi nostri
"Scacchi nostri" è una splendida raccolta di racconti che spaziano dal fantasy al giallo al romantico al noir...insomma di tutto di più.
L'autrice, Rossana Damasco, è un'insegnante di lettere di scuola superiore che ha come grande passione gli scacchi. Ha partecipato a numerosi tornei nazionali e internazionali rappresentando l'Italia alle Olimpiadi di Novi Sad, di Manila e di Mosca svoltesi negli anni novanta. Conosce quindi molto bene l'ambiente scacchistico e chi lo frequenta può ritrovare nei suoi racconti tutte le manie, i tic e le emozioni di chi gioca a scacchi.
I personaggi che popolano i suoi racconti sono reali e chi bazzica nell'ambiente può senz'altro riconoscervi tanti personaggi conosciuti durante i tornei.
Ciò che rende unica questa raccolta sono lo stile letterario, la poesia e le forti emozioni che lo permeano.
Gli scacchi sono spesso solo una nota marginale al racconto e servono come "pretesto" per descrivere l'umanità che ci circonda ora o a volte un mondo passato che ormai non esiste più.
E' un libro a tutto campo in cui chiunque può trovare ciò che lo appassiona di più.
Ve lo consiglio con tutto il cuore!
L'autrice, Rossana Damasco, è un'insegnante di lettere di scuola superiore che ha come grande passione gli scacchi. Ha partecipato a numerosi tornei nazionali e internazionali rappresentando l'Italia alle Olimpiadi di Novi Sad, di Manila e di Mosca svoltesi negli anni novanta. Conosce quindi molto bene l'ambiente scacchistico e chi lo frequenta può ritrovare nei suoi racconti tutte le manie, i tic e le emozioni di chi gioca a scacchi.
I personaggi che popolano i suoi racconti sono reali e chi bazzica nell'ambiente può senz'altro riconoscervi tanti personaggi conosciuti durante i tornei.
Ciò che rende unica questa raccolta sono lo stile letterario, la poesia e le forti emozioni che lo permeano.
Gli scacchi sono spesso solo una nota marginale al racconto e servono come "pretesto" per descrivere l'umanità che ci circonda ora o a volte un mondo passato che ormai non esiste più.
E' un libro a tutto campo in cui chiunque può trovare ciò che lo appassiona di più.
Ve lo consiglio con tutto il cuore!
mercoledì 30 settembre 2009
Perle ai porci
"Perle ai porci" è il titolo di un bellissimo libro scritto da un insegnante d'inglese (che si firma Gianmarco Perboni) e che fa un ritratto molto ironico e irriverente sia della scuola che di sé stesso.
Il sottotitolo: "Diario di un anno in cattedra. Da carogna" vi può già dare un'idea di come si dipinga il prof. Perboni nel suo libro ;) Naturalmente ciò che scrive non va preso alla lettera, ma pur scherzando e ironizzando, mette in luce molti difetti del sistema scolastico italiano. Nel libro ho ritrovato la caricatura mia, di molti miei colleghi e studenti e pure dei loro genitori.
E' il libro indicato per chi vorrebbe sapere di più sul mondo della scuola, ma non ha nessuna voglia di sobbarcarsi i soliti mattoni ;o)
Vi segnalo anche il suo blog:
http://www.profperboni.blogspot.com/
Il sottotitolo: "Diario di un anno in cattedra. Da carogna" vi può già dare un'idea di come si dipinga il prof. Perboni nel suo libro ;) Naturalmente ciò che scrive non va preso alla lettera, ma pur scherzando e ironizzando, mette in luce molti difetti del sistema scolastico italiano. Nel libro ho ritrovato la caricatura mia, di molti miei colleghi e studenti e pure dei loro genitori.
E' il libro indicato per chi vorrebbe sapere di più sul mondo della scuola, ma non ha nessuna voglia di sobbarcarsi i soliti mattoni ;o)
Vi segnalo anche il suo blog:
http://www.profperboni.blogspot.com/
martedì 22 settembre 2009
Campaz Mudnès
Domenica 20 settembre ho partecipato per la seconda volta in vita mia ad una gara campestre non competitiva. Cioè, chi voleva poteva anche farla competitiva, ma gli spompati come me potevano semplicemente godersi una passeggiata in campagna.
La gara, denominata Campaz Mudnès, si è svolta a San Donnino (MO). Ritrovo alle 8.00 (sigh) e partenza alle 9.00 precise.
Io e mio marito ci siamo presentati puntualissimi immaginando una calca tremenda al banco delle iscrizioni dato che alle scorse edizioni della gara avevano partecipato circa 2000 "atleti". In realtà, nonostante questa volta siano stati anche di più, appena arrivati abbiamo trovato il tavolo libero e ci siamo potuti iscrivere. Ci hanno fatto compilare un foglio in cui oltre alle solite cose come nome e cognome, dovevamo dichiarare di essere in possesso del certificato di buona e robusta costituzione (abbiamo mentito spudoratamente) e dovevamo barrare una casellina che ci identificava come, udite udite: ATLETI!!! Ehehehehe nessuno mi aveva mai chiamata atleta prima di quel giorno. Ho dovuto chiedere se dovevo proprio dichiarare di essere un'atleta :oD
Comunque, espletate le formalità e ricevuto il foglietto da attaccare alla maglietta e da presentare all'arrivo per ritirare una confezione di tigelle, ci siamo aggirati in mezzo agli altri atleti in attesa della partenza.
La cosa buffa è che chi non faceva la gara competitiva, poteva partire quando gli pareva, anche molto prima delle 9.00. Noi però abbiamo aspettato l'ora ufficiale e abbiamo cronometrato i nostri tempi usando il cellulare.
Io ho fatto il percorso più breve, 4,5 km in 45 minuti, mentre Giancarlo, mio marito, ha percorso i suoi 11 km in 89 minuti. Siamo stati entrambi molto soddisfatti delle nostre performances considerando che noi non corriamo ma camminiamo. Io non ho mai camminato così in fretta e lungo il percorso ho avuto la soddisfazione di superare un sacco di signore che chiacchieravano tra loro camminando placidamente :oD
Voi direte: eh, sai che sforzo! Ma io di solito vengo superata da tutti compresi i vecchietti e gli sciancati per cui è stata una bella soddisfazione :oP
Giancarlo avrebbe voluto fare la gara da 17 km, ma purtroppo è stata soppressa perché nei giorni scorsi è piovuto molto e i tratti nei campi erano troppo fangosi e sono stati tolti. Le gare si sono svolte tutte su strada asfaltata e i possibili percorsi erano di 4,5 - 8,8 - 11 - 21 km.
Visto che di solito mio marito cammina almeno un paio d'ore al giorno facendo una quindicina di km, il Campaz Mudnès non è stato sufficiente a raffreddare i suoi bollenti spiriti e così dopo pranzo è andato, come suo solito, al Parco ferrari a camminare. Fatti i primi 4 giri corrispondenti a circa 10 km, mi ha chiamata per fare insieme gli ultimi due.... povera me!
E così oltre ai 4,5 km del Campazz Mudnès mi sono dovuta sorbire altri 5 km nel parco. Li ho fatti anche piuttosto velocemente mettendoci 42 minuti e quindi battendo il mio stesso record fatto la mattina :o) Dopo però ero morta!!! Ah dimenticavo, per arrivare al parco da casa mia c'è circa un km e naturalmente altrettanto per tornare a casa. Poi finiti i due giri veloci abbiamo camminato ancora un po' all'interno del parco così alla fine della giornata i km percorsi sono diventati circa 13! E per forza che sono morta!!! :oD io non sono mica abituata a queste sfacchinate! Mi sa però che quell'assatanato di mio marito mi coinvolgerà ancora in queste camminate che fanno tanto bene alla salute (almeno così dicono), ma che stancano anche tanto!
All'inizio ho detto che questa era la mia seconda gara del genere perché la prima la feci tanti anni fa all'incirca a 20 anni. Me la ricordo ancora benissimo! Si svolgeva a S. Giovanni in Persiceto (BO) e un mio amico podista mi aveva incastrata. Io allora ero ancora più ciccia e meno allenata di oggi e la gara era lunga 12,050 km per tutti.
Dato che non ero certo in grado di correre per tutto il tragitto, usai questo metodo: da un albero al successivo andavo di corsa e dal secondo albero al terzo di passo e poi di nuovo di corsa e poi di passo. In pratica facevo 30 metri di corsa alternati ad altrettanti di passo :oD Non c'è metodo peggiore e più stancante!
Alla fine ero distrutta, come i miei amici che però avevano corso se non per tutto il tempo per la maggior parte e comunque erano stati molto più veloci di me. Per fare la sbruffona e per prenderli un po' in giro cominciai a dire: "Allora stasera cosa facciamo? Andiamo in discoteca a ballare? Non sarete mica stanchi per una corsettina da ridere!"
Alla fine li convinsi ad uscire e quando mi vennero a prendere a casa, io ero a letto con la febbre a 38 :oD Così i salamoni andarono in giro anche se avrebbero preferito mille volte di più starsene a letto, mentre io cercavo di recuperare l'uso delle gambe con una bella dormita :o)
La gara, denominata Campaz Mudnès, si è svolta a San Donnino (MO). Ritrovo alle 8.00 (sigh) e partenza alle 9.00 precise.
Io e mio marito ci siamo presentati puntualissimi immaginando una calca tremenda al banco delle iscrizioni dato che alle scorse edizioni della gara avevano partecipato circa 2000 "atleti". In realtà, nonostante questa volta siano stati anche di più, appena arrivati abbiamo trovato il tavolo libero e ci siamo potuti iscrivere. Ci hanno fatto compilare un foglio in cui oltre alle solite cose come nome e cognome, dovevamo dichiarare di essere in possesso del certificato di buona e robusta costituzione (abbiamo mentito spudoratamente) e dovevamo barrare una casellina che ci identificava come, udite udite: ATLETI!!! Ehehehehe nessuno mi aveva mai chiamata atleta prima di quel giorno. Ho dovuto chiedere se dovevo proprio dichiarare di essere un'atleta :oD
Comunque, espletate le formalità e ricevuto il foglietto da attaccare alla maglietta e da presentare all'arrivo per ritirare una confezione di tigelle, ci siamo aggirati in mezzo agli altri atleti in attesa della partenza.
La cosa buffa è che chi non faceva la gara competitiva, poteva partire quando gli pareva, anche molto prima delle 9.00. Noi però abbiamo aspettato l'ora ufficiale e abbiamo cronometrato i nostri tempi usando il cellulare.
Io ho fatto il percorso più breve, 4,5 km in 45 minuti, mentre Giancarlo, mio marito, ha percorso i suoi 11 km in 89 minuti. Siamo stati entrambi molto soddisfatti delle nostre performances considerando che noi non corriamo ma camminiamo. Io non ho mai camminato così in fretta e lungo il percorso ho avuto la soddisfazione di superare un sacco di signore che chiacchieravano tra loro camminando placidamente :oD
Voi direte: eh, sai che sforzo! Ma io di solito vengo superata da tutti compresi i vecchietti e gli sciancati per cui è stata una bella soddisfazione :oP
Giancarlo avrebbe voluto fare la gara da 17 km, ma purtroppo è stata soppressa perché nei giorni scorsi è piovuto molto e i tratti nei campi erano troppo fangosi e sono stati tolti. Le gare si sono svolte tutte su strada asfaltata e i possibili percorsi erano di 4,5 - 8,8 - 11 - 21 km.
Visto che di solito mio marito cammina almeno un paio d'ore al giorno facendo una quindicina di km, il Campaz Mudnès non è stato sufficiente a raffreddare i suoi bollenti spiriti e così dopo pranzo è andato, come suo solito, al Parco ferrari a camminare. Fatti i primi 4 giri corrispondenti a circa 10 km, mi ha chiamata per fare insieme gli ultimi due.... povera me!
E così oltre ai 4,5 km del Campazz Mudnès mi sono dovuta sorbire altri 5 km nel parco. Li ho fatti anche piuttosto velocemente mettendoci 42 minuti e quindi battendo il mio stesso record fatto la mattina :o) Dopo però ero morta!!! Ah dimenticavo, per arrivare al parco da casa mia c'è circa un km e naturalmente altrettanto per tornare a casa. Poi finiti i due giri veloci abbiamo camminato ancora un po' all'interno del parco così alla fine della giornata i km percorsi sono diventati circa 13! E per forza che sono morta!!! :oD io non sono mica abituata a queste sfacchinate! Mi sa però che quell'assatanato di mio marito mi coinvolgerà ancora in queste camminate che fanno tanto bene alla salute (almeno così dicono), ma che stancano anche tanto!
All'inizio ho detto che questa era la mia seconda gara del genere perché la prima la feci tanti anni fa all'incirca a 20 anni. Me la ricordo ancora benissimo! Si svolgeva a S. Giovanni in Persiceto (BO) e un mio amico podista mi aveva incastrata. Io allora ero ancora più ciccia e meno allenata di oggi e la gara era lunga 12,050 km per tutti.
Dato che non ero certo in grado di correre per tutto il tragitto, usai questo metodo: da un albero al successivo andavo di corsa e dal secondo albero al terzo di passo e poi di nuovo di corsa e poi di passo. In pratica facevo 30 metri di corsa alternati ad altrettanti di passo :oD Non c'è metodo peggiore e più stancante!
Alla fine ero distrutta, come i miei amici che però avevano corso se non per tutto il tempo per la maggior parte e comunque erano stati molto più veloci di me. Per fare la sbruffona e per prenderli un po' in giro cominciai a dire: "Allora stasera cosa facciamo? Andiamo in discoteca a ballare? Non sarete mica stanchi per una corsettina da ridere!"
Alla fine li convinsi ad uscire e quando mi vennero a prendere a casa, io ero a letto con la febbre a 38 :oD Così i salamoni andarono in giro anche se avrebbero preferito mille volte di più starsene a letto, mentre io cercavo di recuperare l'uso delle gambe con una bella dormita :o)
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